Zorzi: “Il Buccellati Ladies Italian Open ispirerà tante ragazze a provare il golf”
Protagonista per oltre 15 anni dei circuiti professionistici internazionali – con due titoli sul LET - Veronica Zorzi ripercorre l’album dei ricordi dell’Open d’Italia. Un torneo che ha sempre considerato come un appuntamento “irrinunciabile”. Per la proette veronese, la 28esima edizione del torneo, in programma al Golf Club Milano dal 25 al 27 settembre, segna un momento di svolta per la crescita del movimento femminile italiano

Veronica Zorzi è una delle giocatrici che ha rappresentato un punto di riferimento del golf femminile italiano. Inizia a giocare a golf da giovanissima e a 15 anni entra nella Squadra Nazionale Italiana, con cui conquista numerosi titoli internazionali da dilettante. Veronese, classe 1980, nel 2000 passa al professionismo e dal 2001 gareggia sui principali circuiti internazionali, tra cui il Ladies European Tour - circuito nel quale conquista per due anni consecutivi l’Open di Francia (2005 e 2006) - e l’LPGA Tour. Una lunga carriera, che la vede al vertice del ranking LET per oltre 15 settimane, lungo la quale il Ladies Italian Open, è sempre stato un appuntamento irrinunciabile.

Si avvicina il Buccellati Ladies Italian Open, che sensazioni hai vissuto nel giocare questa gara?
“Non ho saltato neanche un’edizione dell’Open d’Italia. Giocare in casa è sempre stato molto emozionante. Vedere tra gli spettatori la famiglia e gli amici era speciale e poteva avvenire solo in quella gara. Dalla Federazione al circolo ospitante e ai volontari, tutti supportano al meglio la riuscita del torneo e lo rendono unico”.
Nel 2005 hai sfiorato la vittoria nel Ladies Italian Open. Che ricordi hai di quel successo solo accarezzato?
“Ricordo tutto perfettamente. Si giocava al Parco de’ Medici. Realizzai un eagle con un sand da 77 metri all’ultima buca, ma non bastò per andare al playoff e la vittoria andò alla danese Tinning. Trovarmi alla 72esima buca, con tutto il tifo del pubblico, sembrava lo scenario ideale per vedere un’italiana nell’albo d’oro. Resta ancora vivo il rammarico, ma conservo un bellissimo ricordo di quel risultato”
Cosa ti viene in mente, invece, della tua prima partecipazione all’Open d’Italia?
“Scesi in campo a Poggio de’ Medici nel 1999 da dilettante ed ero ancora incerta se tentare il salto sui circuiti professionistici. Trovarmi immersa in un contesto così stimolante e prestigioso mi diede la spinta decisiva per capire che il golf sarebbe stata la mia vita”.
Quanto il golf può essere formativo per le ragazze e i ragazzi, non solo da un punto di vista sportivo, ma anche caratteriale?
“Il golf aiuta tantissimo la crescita individuale di un giovane. Lo abitua all’errore, stimola la mente a reagire. Si tratta di situazioni di gioco che accrescono il bagaglio personale anche per il futuro professionale. Restando al mondo femminile, peraltro, noto che le ragazze faticano maggiormente ad accettare l’errore sul campo, pertanto, nell’ambito di un percorso di vita, il golf è perfetto per essere più solidi a livello mentale”.

Pensi che le proette italiane siano in grado di puntare al titolo al Golf Club Milano?
“Ritengo che siano tutte giocatrici di ottimo livello e con la giusta esperienza internazionale per puntare in alto. Ho avuto modo di giocare anni fa con Alessandra Fanali, quando era ancora dilettante, e ne rimasi molto impressionata. In questa stagione, inoltre, vedo che Anna Zanusso si sta mettendo in evidenza. Sono anni che giriamo intorno alla vittoria nell’Open d’Italia e dopo cinque secondi posti sarebbe bellissimo riuscirci su un percorso di alto livello come il Golf Club Milano. In bocca al lupo a tutte le azzurre”.
Oltre alle prospettive in termini di competitività, alla luce anche del tuo attuale ruolo di coach, ritieni che il movimento femminile sia in un momento di crescita come numero di praticanti?
“Sto registrando che nel mondo la quota di giocatrici è in sensibile aumento e ciò rappresenta un bellissimo segnale. Più golfiste avremo e più crescerà anche tutto l’indotto economico che ruota attorno a questo sport in chiave femminile. Spero che la visibilità televisiva dei tornei delle proette possa aumentare nel tempo per ispirare le giovani golfiste. In quest’ottica il ritorno del Ladies Italian Open sono certa che sarà fonte d’ispirazione per tante ragazze”.





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