Guido Camera: “Il Buccellati Ladies Italian Open un grande evento verso il centenario del Golf Milano”
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Dal 25 al 27 settembre si gioca il “Buccellati Ladies Italian Open”, il torneo che, dopo nove edizioni dell’Open Maschile, segnerà il ritorno del grande golf internazionale nel circolo brianzolo. Camera: “Sono emozionato e molto contento, non deluderemo le aspettative”

A 48 giorni dal “Buccellati Ladies Italian Open”, in programma dal 25 al 27 settembre, al Golf Club Milano la parola “vacanze” è già stata bandita. Il circolo brianzolo si prepara a ospitare un appuntamento che segna il ritorno del grande golf internazionale e che, per la prima volta, porterà sul suo percorso l’Open d’Italia femminile.
Il torneo arriva in un momento simbolico per il club: il Golf Milano si avvicina al centenario del 2028 con una storia sportiva importante alle spalle e con l’ambizione di confermarsi tra i luoghi di riferimento del golf italiano. Da sedici mesi alla guida del circolo c’è Guido Camera, che ha ereditato la carica da Armando Borghi, oggi consigliere federale nonché presidente del Golf Nazionale, circolo di proprietà della Federazione Italiana Golf.
“Sono stato eletto nel marzo 2025 e avrò la fortuna di essere, nel 2028, il presidente del centenario”, dice Camera con soddisfazione. “Il Golf Milano è una realtà importante per i soci, per l’attività che porta avanti e per i risultati sportivi che ha saputo ottenere. Non sono molti i circoli che possono raccontare una storia così ricca: tra i fondatori ci sono Giorgio Enrico Falck, uno dei padri dell’industria italiana, e il senatore Giuseppe Bevione, considerato tra gli iniziatori del movimento golfistico nazionale. Negli anni Cinquanta passò da qui anche il giornalista Dino Buzzati, mentre Gianni Albertini fu presidente del club per quattordici anni, dal 1956, e poi anche presidente della Federazione Italiana Golf dal 1968 al 1976.”
“Prima del golf, Albertini partecipò alla spedizione del dirigibile Italia al Polo Nord con Umberto Nobile: nel 1928 fu tra i pochi superstiti e l’anno successivo guidò una missione di soccorso e ricerca scientifica. Il suo nome resta legato a un fiordo e alla Città di Milano, la nave appoggio della spedizione: lo stesso nome della storica gara che il nostro circolo organizza ogni anno.”
Il racconto di Camera si allarga inevitabilmente al presente del Circolo e al suo legame con il territorio: “La nostra club house e il percorso si trovano all’interno del Parco di Monza, uno dei parchi recintati più grandi d’Europa”, sottolinea Camera. “Qui il verde non manca e ci fa piacere che la Federazione ci abbia riconosciuto un ruolo di leadership nella biodiversità e nella conservazione ambientale. Abbiamo da poco stipulato una nuova convenzione di 14 anni (7+7) con il Consorzio del Parco e stiamo costruendo sinergie importanti anche con l’autodromo, un altro elemento centrale del valore del nostro territorio.”
Il discorso torna quindi agli inizi di una passione senza la quale oggi Camera non si troverebbe a parlare da presidente: “Ho iniziato a giocare al Golf Milano quando ero bambino: i miei genitori erano soci e qui ho vissuto momenti fantastici. Molti amici di allora sono ancora con me e oggi, nello stesso circolo, giocano anche mia moglie e le mie figlie: per me è una grande emozione. Passavo intere giornate sul campo con Roberto Zappa e altri ragazzi; poi andavamo a casa di Giovanni, il papà di Roberto, finché qualche genitore veniva a prenderci per riportarci a Milano.”
“Essere oggi presidente è un grande onore. Ho raccolto un’eredità importante da predecessori che hanno fatto molto e bene, e voglio usare questo mandato per progettare iniziative di livello internazionale senza
dimenticare il dilettantismo, che resta una componente decisiva per far crescere il golf italiano nel confronto con gli altri Paesi europei.”
Da qui lo sguardo si sposta sull’appuntamento di settembre e sulle ambizioni del Golf Milano in vista del centenario.
Dopo nove edizioni dell’Open d’Italia maschile, il Golf Milano si appresta a ospitare per la prima volta l’Open femminile, il 28° Buccellati Ladies Italian Open. Che cosa prova?
“Sono emozionato e molto contento. Ospitiamo un evento fortemente voluto, reso possibile anche dalla grande sintonia con il presidente della Federazione Cristiano Cerchiai. Il Golf Milano non è nuovo a manifestazioni di questo livello: oltre agli Open maschili, in passato ha ospitato importanti campionati nazionali e internazionali, professionistici e dilettantistici. Sono sicuro che saremo ancora una volta all’altezza. Per noi, inoltre, l’attività femminile e l’attenzione alla disabilità sono temi centrali: portare a Monza l’Open femminile è motivo di grande soddisfazione e può aprire la strada ad altri eventi di primo piano.”
E per il centenario c’è il sogno di riportare al Golf Milano anche l’Open d’Italia maschile?
“Nel 2028 il Golf Milano compirà 100 anni: una ricorrenza così importante credo meriti un evento altrettanto importante.”
Recentemente una vostra giovane atleta ha vinto due titoli nazionali, il Campionato Nazionale Medal e il Campionato Cadette. Che significato ha questo risultato per il club?
“Esatto. A giugno Stella Vittoria Colombo ha conquistato il titolo Medal all’Acquasanta e, nello stesso mese, si è imposta anche nel Torneo Nazionale Cadette ad Asolo. È stata fantastica e speriamo che il suo successo sia di buon auspicio per vedere un’italiana imporsi nell’Open femminile che ospiteremo. Nel nostro circolo ci sono anche altri atleti e atlete di ottimo livello, come Carolina Melgrati. Un ringraziamento va ovviamente ai maestri che seguono l’attività giovanile con passione, puntando sul miglioramento tecnico e sulla formazione del carattere. Per non fare torto a nessuno li cito in ordine alfabetico: Marco Crespi, Alberto Giolla, Claudio Viganò e Nicola Zappa.”
Da esperto di golf, che tipo di Open d’Italia femminile si aspetta di vedere?
“Sul piano organizzativo sono sicuro che la Federazione e il Golf Milano faranno bella figura. Dal punto di vista tecnico le premesse sono buone, ma per fare pronostici bisogna prima conoscere l’elenco delle giocatrici che scenderanno in campo. Mi piacerebbe vedere, per la prima volta, un’italiana alzare il trofeo, anche se oggi sarebbe prematuro sbilanciarsi. Coltivo però un sogno: il 6 settembre all’Autodromo di Monza si correrà il Gran Premio di Formula 1 e venti giorni dopo, nel nostro circolo, si concluderà l’Open femminile. Un’accoppiata italiana sarebbe bellissima.”
La macchina organizzativa è partita da tempo. Vuole ringraziare qualcuno in particolare?
“Un grazie va alle Associazioni del territorio, ad Assolombarda, al sindaco di Monza e a tutto il Consiglio Federale della FIG, a partire dal presidente Cerchiai. Non vorrei dimenticare nessuno, quindi evito nomi, ma il ringraziamento più sentito va allo staff della Federazione e al nostro staff: hanno lavorato molto e continueranno a farlo fino alla fine di settembre”.






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