Diana Luna: “ambizione ed entusiasmo, l’Open d’Italia ti dà la carica”
- Aug 28
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Diana Luna è una delle figure che hanno segnato la storia del golf femminile italiano. È stata la prima italiana a disputare la Solheim Cup con il Team Europe nel 2009, aprendo la strada alle nuove generazioni. Nel corso della sua carriera sul Ladies European Tour ha conquistato cinque titoli, stabilendo anche un primato storico: è l’unica azzurra ad aver vinto due tornei consecutivi sul circuito. Nel 2011 ha realizzato un’impresa memorabile, entrando nella storia del Tour: ha vinto l’Unicredit Ladies German Open senza segnare nemmeno un bogey in quattro giri, chiudendo con uno straordinario -24. Diana, 44enne romana, ha il primato sul LET per hole in one in carriera, con 4 all’attivo.

Che ricordi hai delle tue partecipazioni al Ladies Italian Open?
“Ho sempre considerato l’Open d’Italia come una delle gare più importanti della stagione. È una settimana molto intensa nella quale devi saperti bilanciare fra la routine tecnica e le esigenze extra gara che ti mettono più al centro dell’attenzione mediatica”.
Il primo Open non si scorda mai. Cosa ti viene in mente ripensando a quella tua prima di tante presenze?
“Il mio primo Open d’Italia fu al Poggio dei Medici nel 2001. Giocavo come dilettante. Fu un’esperienza incredibile, alla quale poi seguì l’anno successivo la mia prima partecipazione da proette. Era sempre bello sentirsi protagonisti di un evento così tanto atteso e così significativo per tutto il movimento nazionale”.
Avere il pubblico dalla propria parte ti dà più carica o più pressione?
“A me è sempre piaciuto sentire il calore del tifo. Credo che ciascun giocatore o giocatrice viva le emozioni dell’Open in casa in maniera diversa in base alla propria attitudine e al proprio carattere”.
Osservando le proette italiane, pensi che abbiano i requisiti per puntare in alto nel Buccellati Ladies Italian Open?
“Sono tutte giocatrici molto preparate. Alessandra Fanali sta facendo buone stagioni, Roberta Liti ha grande esperienza e anche Anna Zanusso si sta mettendo in evidenza e sembra la più in forma. Chissà che non capiti la settimana giusta per vedere per la prima volta un’italiana alzare al cielo il trofeo in casa”.
Ritieni che il ritorno del Ladies Italian Open possa contribuire a far crescere il movimento femminile in Italia?
“La tendenza mondiale a livello femminile parla di un aumento considerevole delle donne praticanti, quindi i segnali sono incoraggianti. Sono felicissima che l’Open torni a disputarsi in Italia e sono sicura che darà una spinta all’aumento delle giocatrici nel nostro Paese. Il fatto di giocare in Lombardia favorirà sicuramente la presenza di pubblico. Ricordo l’edizione del 2009 a Le Rovedine con una bellissima cornice di spettatori”.

L’aumento dei montepremi dei circuiti femminili pensi che sia indicativo di un crescente interesse anche di engagement e coinvolgimento degli sponsor?
“I montepremi più ricchi sull’LPGA e su LET sono un segnale degno di nota. Il gap con i montepremi maschili rimane, tuttavia, ancora un po’ troppo ampio per poter parlare di un avvicinamento considerevole”.
Il Buccellati Ladies Italian Open arriverà a poche settimane di distanza dalla Solheim Cup. Qual è il tuo pronostico? “E’ un pronostico molto difficile. Speriamo che il fattore campo aiuti il Team Europe e magari allunghi la striscia positiva che si è creata con la Ryder Cup. Più che i valori tecnici, è la compattezza del gruppo che fa la differenza in questo tipo di competizioni”.





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